Oggi ho avuto il piacere di parlare del mio percorso di scrittore e dei miei libri in un'aula fatta più o meno come questa qui a destra, a una platea composta da ragazze e ragazzi fra i 15 e i 19 anni, a Roma. In realtà, e non solo a parole, loro hanno detto a me molte più cose di quante io non ne abbia dette a loro.
Oggi, da loro, e dai loro docenti, ho imparato moltissimo.
È stata un'esperienza unica che mi auguro di poter ripetere presto, e che nelle nostre intenzioni (mie, dei ragazzi e degli insegnanti) in effetti ripeteremo durante il prossimo anno scolastico.
In bocca al lupo a Jessica, Niccolò, Andrea, e a tutte le altre e gli altri. Grazie per le vostre domande, per le risposte, per il vostro essere stati presenti a un incontro prezioso, una delle tante cose "inutili" (nel senso che abbiamo detto oggi, eh!) che sono quelle che restano e che contano.
Con immenso piacere copio di seguito il commento che mi ha pubblicamente lasciato poche ore fa in FB la coordinatrice, Maria Cristina Del Cuore, che pure ringrazio insieme a tutte le altre persone eccezionali che sono gli insegnanti dell'Istituto Pitagora di Roma. Sono parole come queste, che ti fanno capire che hai trovato la tua strada.
Una strada piena di fiori.
Grazie
per la bella mattinata che ci hai fatto trascorrere, i ragazzi erano
entusiasti e hanno già chiesto di poterti rivedere. Inoltre chi è
arrivato in ritardo, come dicono loro ha "rosicato" perché avrebbe
voluto esserci!... Io ho già ordinato una copia del libro!
Soddisfazione piena. Un romanzo profondo, scritto bene e con una vicenda che ti prende sotto braccio e ti trascina fino all'epilogo.
Se Troccoli con il primo volume della saga mi aveva sorpreso, con questo secondo capitolo prende per i capelli la fantascienza classica e la schianta con prepotenza nel suo cosmo Insonne. E lo fa pure bene.
Una lettura che mi ha preso fin dall'inizio. I personaggi sono rotondi e delineati con mestiere. In questo secondo volume l'azione prende molto più piede rispetto al primo, più statico.
Se proprio devo tirar fuori un paio di difetti, c'è che in alcuni punti si accelera la narrazione quando invece si sarebbe potuto dettagliare alcuni punti e l'universo inventato da Troccoli, seppur ottimamente creato, è troppo stilizzato in alcuni tratti.
Rimane comunque un protagonista, Tobruk Ramarren, affascinante ed una evoluzione della storia che promette grandi cose.
Simpatico l'equivoco dello scambio di sesso di Tobruk da parte dei Muriani nel finale del libro.
In trepidante attesa del terzo volume, sempre che Curcio non decida di terminare tutto qui, come è consuetudine qui in Italia.