
Un mercenario, Tobruk Ramarren,
si trova a dover scendere nelle profondità di un piccolo pianeta
minerario che sembra una versione riveduta e corretta – in chiave
fantascientifica – della Caverna platonica; con la differenza, rispetto alla Repubblica
di Platone, che qui nel buco si entra, e chi lo fa non è il filosofo,
l’uomo sapiente, ma più o meno un reietto, peraltro con insito un senso di giustizia in attesa di potersi liberare. ...continua a leggere la recensione di Giovanni Agnoloni su PostPopuli.
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